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Comunicare il diritto
Un po' divertiti e un po' infastiditi, perplessi, undici professori mi
ascoltavano esporre una strana tesi di laurea in Giurisprudenza, che trattava
degli effetti criminogeni delle rappresentazioni di violenza nei programmi
televisivi. Correva l'anno 1971 e quello era il mio primo studio sui
rapporti tra diritto e informazione.
La scelta non era casuale. Da una parte c'era l'intenzione di fare il
giornalista, dall'altra la legge quasi come patrimonio genetico, con mio padre
filosofo del diritto e il nonno paterno avvocato.
Dieci anni dopo codici e pandette erano passati un po' in secondo piano
rispetto alle attività professionali e agli studi nel campo della
comunicazione. Ma la passione per la tecnica mi aveva portato a conoscere il
mondo delle nuove tecnologie: ero un accanito "smanettone" quando
l'IBM, nel 1981, lanciava il personal computer. Intanto era nato
l'interesse per una materia nuova, l'informatica giuridica, e per i problemi
delle tecnologie nella pubblica amministrazione.
Dopo altri dieci anni, nel 1991, chiudevo l'impegno nel campo della
comunicazione commerciale per ritornare a tempo pieno al binomio
diritto-informazione.
Uscivano i miei primi articoli sull'informatica nella pubblica amministrazione e
sul diritto delle tecnologie. La collaborazione con MC-link, iniziata nel '92,
mi dava l'opportunità di conoscere sul campo i problemi legali dell'internet .
Così nasceva, nel 1995, il Forum multimediale "La società dell'informazione",
primo esempio di discussione giuridica sul web italiano.
E dal Forum nasceva, nel 1997, la rivista telematica InterLex:
incominciava un'altra storia, una storia di primati che potete leggere in questa pagina. |