|
Quanti siamo in redazione?
Chi segue InterLex, e ha un'idea delle dimensioni che ha raggiunto, spesso
chiede quante persone lavorano in redazione. La risposta è "nessuno",
se per lavoro si intende un'attività retribuita. Se invece parliamo di impegno
quotidiano, regolare, di quella che si chiama la "cucina" del
periodico, allora la risposta è "uno".
Già, InterLex è una One Man Company, come dicono in America,
un'impresa fatta da una sola persona. Anche se nel suo insieme è frutto di un
lavoro collettivo molto importante per l'elaborazione delle idee. C'è il nucleo
ormai storico dei "complici": Daniele Coliva, Giancarlo Livraghi,
Enrico Maccarone e Andrea Monti, ai quali devo tante idee e tanti contributi
volanti che poi finiscono in pagina con la mia firma. E poi ci sono altri
collaboratori, più o meno assidui, che con articoli o e-mail hanno contribuito
e contribuiscono a fare di InterLex il primo punto di riferimento in Italia per
il diritto delle tecnologie.
Cucire il tutto e dargli forma è il mio impegno. Tenere sotto controllo
l'intera struttura non è un problema, perché anni di esperienza nella
comunicazione e una lunga frequentazione dell'internet mi hanno portato a
costruire uno schema editoriale molto robusto, basato su procedure
semplici e flessibili.
La parte più importante e più difficile del lavoro è nella costruzione dei
singoli numeri, con la scelta degli argomenti della prima pagina, la ricerca e
il controllo delle fonti, la revisione (a volte una sensibile riscrittura o una
traduzione dal "legalese") degli articoli inviati dai collaboratori.
Articoli letti e controllati parola per parola, spesso con l'aiuto di esperti
delle materie specifiche, avendo come obiettivo la verità dei fatti,
l'attendibilità delle opinioni e soprattutto la chiarezza della comunicazione.
Questo è uno dei "segreti" di InterLex: scrivere di diritto
pensando anche a chi non ha una laurea in legge o non aspira ad averla. Poi
mettersi nei panni del lettore, che non deve essere infastidito da inutili
virtuosismi grafico-informatici, non deve restare a lungo in attesa delle
pagine, deve poter trovare subito, a colpo sicuro, l'articolo o il documento che
cerca.
Sfruttare la forza ipertestuale del Web per mettere sempre a portata di clic
i riferimenti e le citazioni. Uniformare il più possibile il linguaggio
(secondo la tradizione della migliore stampa americana), in modo che il lettore
non debba compiere uno sforzo di adattamento a ogni pagina: è per questo che ho
preparato un breve manuale di
redazione e cerco di convincere i collaboratori a seguirlo. Se non ci
riesco, tocca a me mettere a posto grassetti e corsivi, sigle e abbreviazioni...
Ecco perché non voglio adottare i tanto esaltati "sistemi
editoriali" che impaginano e mettono on line automaticamente i testi
scritti da chiunque e comunque: gli automatismi e la produzione in serie non
sono adatti a una pubblicazione come InterLex.
|