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Quando il web era una novità senza futuro
Nella primavera del 1995 in Italia eravamo in pochi a credere nello
sviluppo del World Wide Web. Dovetti insistere per ottenere che il Forum
multimediale "La società dell' informazione" avesse uno spazio sul
web, oltre che un'area nel BBS di MC-link.
I fatti sono andati al di là delle mie previsioni, come tutti sappiamo. Ma
resta la soddisfazione di aver aperto la discussione giuridica sul web italiano,
con un argomento che oggi si può ben considerare un primato: Comportamenti e norme nella società vulnerabile. Un
problema diventato di grande attualità solo dopo i terribili fatti dell'11
settembre 2001.
Con il Forum si mettevano in luce per la prima volta alcuni aspetti critici
della società dell'informazione, che ancora oggi aspettano di essere risolti:
dai sequestri ingiustificati di materiale informatico nelle indagini di polizia
all'autodisciplina dei fornitori di servizi internet, dalla protezione dei dati
personali alla sicurezza delle reti, dalla responsabilità dei produttori del
software alla segretezza della posta elettronica. Per la prima volta nel Forum
si affrontò la questione delle dichiarazioni/autorizzazioni previste dal decreto
legislativo 103/95 (ancora aperta sotto un diverso aspetto), aiutando molti
internet provider a districarsi in un labirinto di norme mal scritte.
Nel 1996 il Forum affrontava per la prima volta, con un intervento di
Francesco Brugaletta, il problema della pubblicazione delle leggi sull'internet,
e nel 1997 si apriva la discussione sulla firma digitale e
sull'informatizzazione della pubblica amministrazione.
Ma la data più importante resta quella dell' 8 maggio 1997:
dal Forum nasce InterLex, che non è solo la prima rivista telematica italiana
di diritto delle tecnologie, ma soprattutto il primo periodico pubblicato
sull'internet che ottiene come tale la registrazione del tribunale ai sensi
della legge 47/48.
In oltre cinque anni di vita la rivista ha segnalato molte volte problemi che
ad altri erano sfuggiti: alcune "magagne" della legge 249/97 sul numero 14 e sul numero 19, i
problemi del dischetto per la notifica dei trattamenti di dati personali sul
numero 30, la "beffa dell'offerta convenienza" per il collegamento
all'internet sul numero 35 e
sul numero 53...
L'elenco potrebbe essere lungo, anche tralasciando la tempestiva informazione
sugli sviluppi delle normative sulla protezione dei dati personali e della firma
digitale (su questo argomento InterLex è considerata il punto di riferimento
più importante in Italia). Mi limito a citare la scoperta di gravi errori, poi
in buona parte corretti dal Governo, nella bozza del testo unico sulla
documentazione amministrativa ( numero 142)
e le prime osservazioni in punta di diritto sul disastro della legge 62/01 ( numero 165 e numero 171),
che estende alla nuova informazione le leggi sulla stampa del 1948.
In tempi più recenti ci sono state le critiche al decreto legislativo di
recepimento della normativa europea sulle firme elettroniche, a partire dal numero
207: critiche osteggiate da più parti, ma che evidentemente hanno colto nel
segno, tanto che alla fine dell'anno il Dipartimento per l'innovazione ha
riconosciuto la necessità di riscrivere le norme.
Voglio ricordare ancora un piccolo, ma significativo primato: il gruppo di
persone che traccia la rotta di InterLex è ancora quello delle origini, nato
intorno al Forum del '95: Daniele Coliva, Andrea Monti e Giancarlo Livraghi
dalla prima ora, Enrico Maccarone arrivato poco dopo. Nel cambiamento incessante
che è un aspetto a volte negativo della società dell'informazione, la
continuità di una squadra così qualificata è una risorsa veramente preziosa. |